COVID-19: Aumento di autolesionismo e depressione tra i giovani
- Francesca Varriale

- 23 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
La depressione, è una malattia, prima in Italia si comprende questo concetto e prima riusciremo a combatterla.

Tra i giovani è piuttosto diffusa, sarà che stiamo vivendo nell’epoca della “grande depressione”, un po’ per le crisi economiche mondiali e un po’ per l’avvento di questo virus che ci lascia sperare ben poco. Negli anni abbiamo sempre sentito di ragazzi che commettevano su di loro dell’autolesionismo e talvolta qualcuno ha provato a togliersi la vita, gesti piuttosto duri e cruenti, che soltanto chi ne ha sofferto può comprendere. Certo l’adolescenza è difficile da gestire, ma in questo periodo lo è decisamente di più. L’allarme è stato lanciato dal responsabile di neuropsichiatria del Bambino Gesù: Stefano Vicari, che in seguito a varie segnalazioni, ha sentito la necessità di rendere pubblica questa notizia.

Il dott. Vicari dichiara: “L'isolamento mette a grave rischio la tutela della loro salute mentale. Stiamo negando ai ragazzi una parte affettiva che fa parte del loro diventare adulti”.
Ad oggi, i numeri sembrano incredibili, molti ragazzi infatti, ci tengono a sottolineare che il problema principale di questo aumento di depressione e autolesionismo, è causato da una mancata prospettiva di vita.

Nessun ragazzo riesce, al giorno d’oggi a sperare, non vedono futuro, certo, le nostre sembrano parole pesanti, ma è la pura verità. I ragazzi hanno paura di mettersi in gioco, perché temono che ogni sforzo possa non valere il gioco, per cui, sempre più ragazzi si isolano e aspettano che la situazione migliori. Naturalmente, questo non dipende soltanto dalle famiglie, ma dalle istituzioni che spesso sono assenti e dagli esempi che sono costretti a vedere ogni giorno.

Il dott. Vicari, infatti aggiunge che ha da poco dovuto seguire, una ragazzina di soli 12 anni, che già praticava dell’autolesionismo sul suo corpo, nonostante la tenera età. Si parla di numeri triplicati, dal 2010 ad oggi e aggiunge: “Vediamo negli anni un incremento notevolissimo delle attività autolesive: nel 2011 i ricoveri sono stati 12, nell’anno appena concluso abbiamo superato quota 300”.







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