Draghi: ecco cosa cambierà dopo questa zona rossa
- Nicola Pasquali

- 29 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Si va verso la riaperture delle scuole fino alla prima media ma tutto il resto rimarrà invariato rispetto ad ora.
È stato il presidente del consiglio Mario Draghi ad annunciarlo durante l’ultima conferenza in merito alle misure di restrizioni che andranno in vigore nei prossimi giorni.

Draghi ha sottolineato che a causa di alcuni segnali incoraggianti che provengono sempre dalla cabina di regia.
In realtà sono i numeri sulla curva a indicare che la situazione è migliorata.
Questo anche grazie all'evidenza scientifica, è possibile allentare le restrizioni per gli studenti.
I dati acquisiti mettono in luce che la scuola elementare in sé non è la causa principale delle malattie infettive.
La prima domanda sollevata dai giornalisti, in particolare quelli dei giornalisti della TV di Bruxelles, riguarda l'adozione di misure in Europa per evitare la carenza di vaccini. Draghi ha spiegato che il divieto delle dosi all'esportazione è stato imposto dall'Italia ieri durante il Consiglio europeo, ma ha sottolineato che: «ora è all’attenzione di tutti».
«Siamo stati gli unici a bloccare l’export dei vaccini. Ora la Commissione Ue allarga la rete e i criteri entro cui possono cadere le società che esportano».
In pratica, è stato introdotto il concetto di "proporzionalità e reciprocità".
Cioè: «Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, se consente o meno le esportazioni. La proporzionalità è un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati».

Per quanto riguarda il mancato rispetto da parte di AstraZeneca del suo impegno per il numero di dosi fornite ai paesi dell'UE, Draghi ha spiegato che, a parte le azioni legali, la soluzione è ancora un accordo. Il modello di distribuzione del vaccino ovviamente non cambierà, «noi e la Germania abbiamo deciso di no» (queste le parole del Premier).







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