Merkel annulla tutte le chiusure: "chiedo perdono a tutti i cittadini".
- Francesca Varriale

- 24 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
La Germania, torna ad essere protagonista anche questa settimana, per quanto riguarda la situazione “lockdown”.
Nelle scorse settimane, fu proprio la cancelleria Angela Merkel, a disporre che per Pasqua e successive festività, non si poteva, in alcun modo uscire o raggiungere amici e parenti.
I tedeschi però, non sembrano aver apprezzato questa decisione, per cui, le polemiche che sono sopraggiunte, hanno destato preoccupazione nella cancelliera, che ha preferito scusarsi e fare un passo indietro.

Da quando questa pandemia, ci ha raggiunti, la Germania, sembra essere sempre stata in silenzio totale, al contrario dell’Italia e della Francia, che hanno preferito dichiarare dal primo momento quale fosse la situazione.
La cancelliera dunque, annulla la sua disposizione e si scusa, soprattutto dichiara: “Questo è stato un errore e gli errori vanno cancellati”.
Per molti economi, questa è stata una decisione molto saggia, che potrebbe portare aiuti all’economia Tedesca, naturalmente, per i medici, questa invece non è una situazione favorevole.
La Merkel, nella conferenza stampa di oggi dichiara: “L’errore, se possibile deve essere corretto in tempo, penso che sia ancora possibile, questo errore è stato unicamente un mio errore, chiedo perdono a tutti i cittadini”.
Mentre la situazione in Italia, resta blindata totalmente, per l’ovvio aumento dei casi, in Europa, pare che le loro condizioni si stiano sbloccando lentamente.
Per questa estate, si sospetta che anche l’Italia subirà una riapertura totale, esattamente come l’estate 2020, ma chissà se porterà gli stessi frutti che ha portato lo scorso autunno.
Nel frattempo anche la Merkel, ci tiene a sottolineare che la vaccinazione è fondamentale per uscire in fretta da questa pandemia, è necessario che ognuno di noi ne prenda atto e coscienza.
Principalmente per salvaguardare la nostra salute, ma deve essere visto anche come un atto generoso, nei confronti degli altri, principalmente coloro che hanno patologie e sono più anziani.







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