Giornata della memoria: Siamo davvero cambiati?
- Francesca Varriale

- 27 gen 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Oggi, 27 Gennaio, ricordiamo un evento drammatico, una pagina terrificante della storia dell’umanità, oggi ricorre la giornata della memoria. Per quanto siano passati ormai più di 70 anni dalla liberazione del campo di sterminio più grande mai concepito, soltanto nel 2000, in Italia, è stata istituita questa ricorrenza e soltanto nel tardo 2005, in tutto il mondo.

In questa giornata, dovremmo riflettere molto, principalmente su quanto l’umanità è effettivamente cambiata da quel lontano 1945. A tratti, spesso, riesco a scorgere la stessa cattiveria, la stessa furia nei confronti dei considerati “diversi” e per avere degli esempi, non abbiamo bisogno di allontanarci tanto. Il tutto accade spesso sotto i nostri stessi occhi, lo vediamo nelle piccole situazioni, basti pensare alle persone disabili, che tutt’ora vengono quasi evitate, ignorate e in alcuni casi anche poco amate. Basti pensare alle persone con un colore di pelle diverso dal nostro, che spesso emigrano nei nostri paesi per cercare un po’ di pace, anzi, per cercare il futuro. Su questa parola ci rifletterei non una volta, ma migliaia, la parola futuro, sta a indicare tante cose, noi tutti cerchiamo il futuro, ma è proprio quello che è stato sottratto a queste persone. Un altro esempio tangibile, è l’epoca covid-19, dopo la notizia che in Cina, questo virus stava crescendo sempre di più, tutti hanno iniziato ad evitare i Cinesi residenti in Italia o chiunque avesse tratti asiatici. Basti pensare che all’improvviso, alcuni italiani, che si professano “anti – razzismo”, hanno iniziato a dare la colpa a queste persone, del contagio in Italia. Pesando questi eventi e confrontandoli con quelli del ormai lontano, 1945, non vedo alcuna differenza e ho paura e dovreste averne anche voi. In che modo stiamo crescendo i nostri figli? Cosa gli stiamo insegnando? La giornata della memoria dovrebbe servire proprio a questo, eppure, ogni anno peggioriamo sempre di più. Nel 2021, dovremmo considerarci ancora fortunati, perché abbiamo la possibilità, ancora, di poter ascoltare ogni anno, le parole di Liliana Segrè e Sami Modiano, sopravvissuti al campo di Auschwitz.

Erano soltanto due bambini, senza alcuna colpa, senza un passato, uguali a tanti altri bambini nel mondo, ma soprattutto uguali a tanti altri bambini nel campo, che però, non hanno potuto fare ritorno a casa. A quei bambini era stato tolto il futuro, a Liliana e Sami, era stato tolto tutto: la dignità di essere umano, di essere bambino, la gioventù, la spensieratezza, i giochi e le risate. A quei bambini, noi dobbiamo tutto, gli dobbiamo soprattutto il rispetto verso il prossimo. Durante l’olocausto, le SS e Adolf Hitler, presero di mira non soltanto gli Ebrei, spesso dimentichiamo che tra le vittime, c’erano anche Omosessuali, disabili, Rom, Polacchi, Russi e Neri, per il semplice motivo che venivano considerati “diversi”. Naturalmente una risposta a tutto questo non l’abbiamo ancora, però, la risposta che ci hanno dato negli anni era: “Per dimostrare la supremazia di razza”. Ad oggi per me, la parola “razza”, è atroce, mi procura rabbia e rancore, verso l’essere umano in generale. Circa nel 1930, in Europa, la popolazione Ebraica contava circa 9 milioni di persone, la maggior parte di queste persone, abitavano nelle nazioni, che successivamente sono state occupate dalla Germania Nazista. Di fatti, solo nell’aprile del 1945, più della metà della popolazione ebraica, era stata sterminata per mano dei nazisti nella cosiddetta “soluzione finale”. Per quanto riguarda, invece, una fetta molto più piccola, ma non meno importante, i disabili, anche loro andarono incontro alla fine, sempre tramite una soluzione diversa “l’eutanasia”, infatti, venivano sterminati all’interno di ospedali con delle iniezioni letali. Auschwitz è ancora lì, noi siamo stati proprio in quel luogo, dove ormai, non si sentono più grida e odori acri di bruciato, ma si percepisce tutto.

Su Rai Storia, questa sera, alle 21.10, verrà messo in onda un programma: “I testimoni di Auschwitz”, ci auguriamo che siate interessati alla programmazione.







Commenti