Sommosse durante la manifestazione dei commercianti a Roma: Ecco cos'è accaduto
- Nicola Pasquali

- 6 apr 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Sommosse in piazza Montecitorio tra manifestanti e polizia durante le manifestazioni di commercianti e ristoratori che chiedono la riapertura.
Un poliziotto sarebbe rimasto ferito nei disordini scoppiati in piazza Montecitorio: la polizia ha lanciato una nuova carica mentre i manifestanti cercavano di sfondare il cordone delle forze dell’ordine.

Secondo quanto appreso ci sarebbero dei manifestanti trattenuti.
Tra i manifestanti spicca la bandiera blu di Italexit, il movimento dell'ex senatore del M5S Gianluigi Paragone, e un uomo travestito presumibilmente da membro Q-Anon che ha fatto irruzione al Congresso Usa a Washington qualche mese fa.
In precedenza in piazza Montecitorio aveva preso la parola il deputato di Forza Italia Vittorio Sgarbi, da notare che molti dei presenti, come lui, non indossavano la mascherina che sappiamo essere ormai un oggetto obbligatorio nella vita degli italiani.

I manifestanti: "Siamo imprenditori, non delinquenti".
Questo gridano nei megafoni commercianti e ristoratori in piazza Montecitorio che manifestano per chiedere la riapertura.
Al grido di "libertà" decine di persone si sono avvicinate al cordone di polizia a braccia alzate, cantando cori e chiedendo la possibilità di avvicinarsi a Palazzo Chigi.
Nei momenti di forte tensione, si inneggiano slogan e cori contro il nuovo governo.

Alla protesta dei ristoratori "#ioapro", hastag e simbolo del movimento, si sono uniti anche molti militanti di CasaPound in piazza Montecitorio a Roma.
"Siamo qui", spiega Luca Marsella, consigliere municipale del Cpi intervenuto dal palco, per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi ad una gestione criminale dell'emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona.
"Noi siamo al loro fianco e non solo a parole, ed anche se è politicamente scorretto sostenere chi non ha intenzione di sottostare alle folli imposizioni del governo, crediamo che sia assolutamente necessario ed inevitabile ribellarsi a Dpcm, già dichiarati incostituzionali dai giudici, che calpestano il diritto al lavoro. "
"Quella di oggi è una protesta sacrosanta come lo è la loro rabbia".
"Non intendiamo vedere il nostro popolo - ha concluso Marsella - morire un Dpcm alla volta".
È venuto a manifestare a Montecitorio con lo stesso cappello dello sciamano Jake Angeli, noto per l'attacco al Campidoglio degli Stati Uniti, perché - dice - "bisogna far fare il giro del mondo a questa manifestazione, così come è successo negli States".

Ermes, 51 anni, è un ristoratore modenese con una figlia di 20 anni che sostiene di essere: "aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure".
E con la faccia dipinta con i colori della bandiera italiana, aggiunge: "Siamo esasperati."
"Nessuno ci ha mai ascoltato, mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l'attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti, ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti".
"Ormai lavoro per un euro all'ora, gli investimenti di una vita erano nel mio bar".
Lorena, 62 anni, è in lacrime e si inginocchia davanti al cordone della polizia durante la manifestazione dei commercianti a Montecitorio, e ad un certo punto uno degli ufficiali si accovaccia accanto a lei per confortarla e aiutarla ad alzarsi.
"Sono qui per me e per i miei figli, noi siamo come voi - dice la donna agli agenti - non siamo negazionisti, vogliamo solo lavorare e poter riaprire".
Lorena, la quale ha "investito tutti i suoi soldi nel suo bar a Bologna aperto 15 anni fa" dice che la sua è disperazione: "ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci", dice l’imprenditrice dimostrando forza nonostante le lacrime dietro gli occhiali.







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